OTTOBRE 2018


​BOCUSE D’OR 2019 : ECCELLENZA, MODERNITÀ E RISPETTO DEI VALORI FONDAMENTALI 

Nel 1987, Paul Bocuse creò il Bocuse d’Or per rivelare i talenti culinari del domani in tutto il mondo. Monsieur Paul ci ha lasciati quasi un anno fa, e tuttavia il concorso inizierà la sua 17a edizione (29 e 30 gennaio 2019), testimoniando sempre lo stesso spirito di eccellenza culinaria e di superamento di se stessi.

Nel corso della sua storia, il Bocuse d’Or è diventato un formidabile osservatorio della diversità dei patrimoni culinari e delle trasformazioni che avvengono nella sfera gastronomica in tutto il pianeta. Quest’anno, i candidati provenienti da 67 Paesi (sparsi nei 5 Continenti: Africa, America, Asia-Pacifico e Europa) fanno vivere questo spirito di apertura culturale  durante i 18 mesi delle fasi di selezione che portano alla finale. Le gare continentali consentono infatti a qualsiasi nazione che desideri partecipare all’avventura Bocuse d’Or di venire a promuovere tradizioni culinarie a volte insospettabili.

Questa nuova edizione del Bocuse d’Or sarà purtroppo contrassegnata dall’assenza di Paul Bocuse. Questo chef del secolo e visionario senza precedenti ha avuto, nei primi anni ‘80, la generosa ambizione di creare un evento unico nel suo genere per rivelare i talenti del domani, indipendentemente dalla loro cultura culinaria. Voleva «far uscire gli chef dalla loro cucina», come suo figlio Jerome, che ora detiene la presidenza della competizione, piace ricordare.

Una filosofia che si è fatta strada e in gran parte acquisito slancio poiché, in 16 edizioni, il concorso è riuscito a riunire una rete di oltre 4.000 chef provenienti da più di 60 paesi.

“Paul Bocuse ci lascia un’immensa eredità, il Bocuse d’Or, di cui è stato il fondatore. Per questa finale 2019, vorremmo rendere omaggio a lui continuando questa grande avventura ma soprattutto tenendo conto dei messaggi che ci ha trasmesso durante la sua carriera. Tra i suoi consigli, vorrei ricordarne uno: “cucina è migliore quando i suoi prodotti sono identificabili”, testimonia lo chef Régis Marcon, Bocuse d’Or nel 1995 e ora presidente del Comitato Internazionale d’Organizzazione.​

L’AFRICA ENTRA IN CORSA

Poiché il Bocuse d’Or è un evento perfettamente in linea con i cambiamenti gastronomici che avvengono sul pianeta, il concorso ha continuato ad aumentare la sua rete di influenza in tutto il mondo e attirare nuove nazioni pronte ad entrare nell’avventura. Per l’edizione 2019, le selezioni continentali sono così passate da tre a quattro poiché l’Africa ha fatto la sua comparsa con la presenza di sei squadre candidate: Algeria, Burkina Faso, Gabon, Marocco, Senegal e Tunisia.
A seguito delle prove continentali che si sono tenute nel giugno scorso a Marrakech, gli chef di due dei paesi africani sono stati scelti per cercare di imporsi durante la finale mondiale a Lione: Aissam Ait Ouakrim  dal Marocco,  nazione già presente in passato grazie ad un invito/wildcard e Marwan Younssi, dalla Tunisia, nazione che inaugura la sua prima partecipazione al Bocuse d’Or.
Questa nuova presenza permetterà, senza dubbio, di ricordare i luoghi del continente africano, e l’influenza delle culture culinarie ancestrali presenti in Nord Africa,  sullo scacchiere gastronomico mondiale.

UN RITORNO AI FONDAMENTALI

Quest’anno, il comitato organizzatore voleva mettere alcuni dei fondamentali della cucina al centro del concorso. E questo, in modo tale che lo spettacolo proposto sia  l’immagine di ciò che è sempre stata l’atmosfera di una cucina: un sottile mix di odori e rumori di cottura ma anche un sapiente mix tra un know-how irreprensibile e un approccio all’istinto. “Abbiamo iniziato dal prodotto per avviare il tema: una carne con il suo osso, un ‘carré di vitello a 5 costolette’, lo sponsor ‘carne di vitello francese’ la cui cottura al forno è obbligatoria per poter giudicare i talenti come rosticciere del candidato, indispensabili a questo livello di eccellenza. Vogliamo incoraggiare ancora più le tecniche, l’innovazione, il design, i gusti inediti, con un tema completamente libero (verdure, frattaglie…) a scelta di ciascuno in base alla propria personalità. La sfida è accattivante, trasformare un pezzo classico in un capolavoro moderno, inserito nel nostro tempo; Sorprendeteci!”, spiega senza mezzi termini  Régis Marcon, Presidente del Comitato Internazionale d’Organizzazione.

È importante che un cuoco sappia come controllare da solo una cottura, sfruttare il prodotto, realizzare un taglio perfetto. Ecco perché volevamo ridare un posto all’istinto e alla maestria personale di ognuno”, aggiunge Jérôme Bocuse.